Successivo » « Precedente

Cicchetti (Telecom Italia): "Ecco perché mi piace la proposta Google-Verizon"

La rete mobile al collasso? «Figuriamoci». La proposta Google-Verizon sulla net neutrality? «Interessante perché può andare nella direzione di un servizio migliore». Oscar Cicchetti, direttore technology & operations di Telecom Italia, parla in questa intervista al Sole 24 Ore del futuro delle reti.

Qual è la sua opinione sulla proposta di Google e Verizon in merito alla net neutrality?
Tre punti mi sembrano interessanti di questa proposta di accordo: il primo è comunque ribadire il principio della neutralità della rete dandogli però un perimetro. Il secondo è che si inizia a far passare il principio che ci possono essere delle attività di ingegneria di rete che ottimizzano l’uso della rete senza discriminarla. Per fare un esempio: se nel mobile ci sono attività di pochi ad alta intensità di traffico che penalizzano molti può non essere sbagliato limitare queste attività. Il concetto è: forse tener d’occhio certi eccessi legati al peer-to-peer può non essere un peccato, magari per proteggere alcune categorie di traffico come per esempio la telemedicina. Il terzo punto che condivido è il considerare le reti mobili come un’industria giovane, alla quale non vanno tarpate le ali con un eccesso di regole.
Passiamo alla telefonia mobile. Il 6 luglio scorso il presidente dell’Agcom, Corrado Calabrò, aveva spiegato che la rapida diffusione degli smartphone rischia di portare al collasso la rete italiana di telefonia mobile. Cosa ne pensa?
Non c’è e non ci sarà alcun collasso. Il discorso del presidente dell’Agcom indicava la necessità delle reti mobili di avere più frequenze attraverso il dividendo digitale. Cosa sacrosanta. Detto questo, la rete di Tim è assolutamente in grado di supportare l’attuale traffico. Nessun collasso, poi, perché aumenta continuamente la possibilità di gestire efficientemente la parte radio e tutte le antenne saranno via via collegate in fibra alle centrali.
Qualche numero?
Nel 2009 sono stati generati dai clienti Tim circa 30 petabyte di traffico, mentre quest’anno la rete è stata aggiornata per supportarne il doppio, 60 petabyte, pari a 60 milioni di gigabyte. Una capacità più che sufficiente a soddisfare l’attuale richiesta. Diciamo però che la cultura del traffico illimitato non è sostenibile a livello economico, più che tecnologico.
A che punto siete con l’Lte?
A Torino abbiamo avviato proprio in questi giorni i test conclusivi di sperimentazione sul 4G. Il centro della città è stato cablato con 17 nuovi siti e abbiamo testato velocità effettive di trasmissione dati fino a 100 megabit su chiavette "precommerciali". Stiamo realizzando questo trial assieme a tutta una serie di partner come Alcatel-Lucent, Ericsson, Huawei e Nokia Siemens Networks, per verificare l’interoperabilità tra le varie tecnologie grazie anche all’autorizzazione a utilizzare due blocchi da 20 Mhz nella banda di frequenza 2.500-2.690 Mhz che ci è stata rilasciata dal ministero dello Sviluppo proprio per questo trial.
Sì ma quando Telecom Italia avrà una vera rete Lte?
L’Lte partirà a Roma e Milano alla fine del 2012. Il concetto, però, è un altro: questa tecnologia sarà complementare allo sviluppo dell’Umts ultra-veloce (Hspa) e verrà utilizzata nelle aree ad altissima densità di popolazione, non tanto e comunque non solo per dare più velocità, ma per garantire più stabilità in presenza di un gran numero di utilizzatori. Un esempio: a Milano durante l’Expo sarà indispensabile avere Lte, mentre in città di medie dimensioni no, in quanto le reti Hspa evolute forniranno le stesse performance.
Cosa significa?
Già oggi su rete mobile copriamo l’84% della popolazione con collegamenti a 14,4 megabit Umts high-speed. La prossima tappa è passare da 14,4 a 21 megabit e questo avverrà all’inizio dell’anno prossimo. Un parametro che raddoppieremo ancora a 42 megabit verosimilmente entro il 2011. L’industria inizia a proporre un ulteriore evoluzione della tecnologia Umts a 84 megabit. Per rendere poi queste prestazioni reali, oltre allo sviluppo della parte radio, serve l’adattamento del backhauling, cioè il collegamento delle stazioni radio-base al network terrestre che rischia di essere il collo di bottiglia per i servizi ad alta velocità. Noi prevediamo di collegare oltre il 60% delle stazioni radio Tim ad alta velocità prevalentemente con fibra ottica.
La rete fissa. A giugno, nel pieno dei colloqui tra Telecom e gli operatori alternativi sull’Ngn, lei disse: se ci fosse una reale domanda di banda gli operatori farebbero a gara per realizzare questa rete da 100 megabit.
Confermo tutto. La stragrande maggioranza delle applicazioni sul web sono gestibili con l’attuale tecnologia basata su rame e Dsl. È questo il motivo per il quale Telecom è sempre stata cauta rispetto all’idea di una rete in fibra da posare ex nuovo e in tempi brevi, quando quella che abbiamo può dare ancora tantissimo.

Commenti

Your comment is awaiting moderation.

Scrivi un commento