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Pubblicitari ingolositi dall'iPad: "Qui gli spot sono uno sballo"

I tablet, iPad in testa, fanno gola ad aziende e inserzionisti, convinti che l'effetto-novità giochi un ruolo importante nel catturare l'attenzione dei consumatori. E' quanto emerge da una ricerca presentata dall'Upa (Utenti pubblicità associati), secondo la quale "i tablet sono i nuovi totem della comunicazione - spiega Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente dell'Upa - la terza via tra carta e web alla quale siamo molto interessati perché qui gli spot hanno tutto un altro impatto".

Secondo lo studio Upa, tra i punti a favore di questi nuovi strumenti ci sono immediatezza, personalizzazione e portabiltà, mentre tra le criticità ci sono soprattutto i rischi di una fruizione troppo frettolosa e una certa asetticità, come riportato da alcuni intervistati (15 focus di dieci persone ciascuno), che hanno rimandato a una non precisata "romanticità della carta".

Tutto molto bello e che questo sia il futuro non c'è dubbio. Ma cosa ne sarà dell'iPad quando l'iniziale fascinazione dell'oggetto nuovo sarà perduta (ammesso che questo avvenga, in fondo Steve Jobs lavora proprio perché la magia" continui)? Quando ogni tablet sarà un oggetto scontato, come un telecomando o un computer qualsiasi? Passata la sbornia (giusta) per il medium, bisognerà iniziare a riparlare del messaggio, dei contenuti. E quindi (speriamo ancora) i pubblicitari faranno a gara per comparire in quel preciso "palinsesto" e non tanto su quel mezzo. Come avviene per la televisione, anche se non è detto che i prodotti di maggior qualità facciano le audience più ricche. La mia idea, però, è che ci sia spazio per tutti. La torta è ancora da mettere nel forno, ora stiamo solo passando in rassegna gli ingredienti...

SCARICA la ricerca dell'UPA: "Modalità fruitive e impatto della pubblicità sui tablet" (in Pdf, 150 Kb)

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