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Un'agenda digitale per far ripartire l'Italia: 100 firme scendono in campo

Cos'hanno in comune Fiorello e Franco Bernabé, amministratore delegato di Telecom Italia? Oppure Jovanotti e Guido Scorza, esperto di informatica giuridica?  Sono alcune delle cento firme che hanno sottoscritto un appello che dovrebbe uscire sotto forma di pagina pubblicitaria (autofinanziata) lunedì 31 gennaio sul Corriere della Sera (o comunque in settimana). Obiettivo: stimolare il dibattito sulle nuove tecnologie e chiedere alle istituzioni la redazione di una agenda digitale in 100 giorni. Un'iniziativa che vede coinvolti anche volti storici della rete come Elserino Piol (Pino Venture) e Paolo Ainio (Banzai), i blogger-imprenditori Stefano Quintarelli e Peter Kruger, ma anche Luigi Gubitosi (Wind), Stefano Maruzzi (Google), Pietro Scott Jovane (Microsoft), Maurizio Decina (Politecnico di Milano), Carlo Alberto Carnevale Maffè (Università Bocconi), Gianluca Dettori (dPixel), Emilio Miceli (Slc-Cgil), Cristiano Esclapon (Banca Esperia), Luca Di Mauro (Sky), Carlo Massarini (autore e presentatore tv) e Marco Pierani (Altroconsumo).  Qui sotto la bozza dell'appello.

DIAMO ALL'ITALIA UNA STRATEGIA DIGITALE
L'Italia riparta da Internet e dalla tecnologia

Per i giovani che si costruiscono una prospettiva, per le piccole imprese che devono competere nel mondo, per i cittadini che cercano una migliore qualità della vita, l'opportunità offerta dalla tecnologia è irrinunciabile

Il XIX secolo è stato caratterizzato dalle macchine a vapore, il XX secolo dall'elettricità. Il XXI secolo è il secolo digitale.

La politica ha posto la strategia digitale al centro del dibattito in tutte le principali economie del mondo. Ma non in Italia.

Eppure in Italia metà della popolazione usa Internet. La tecnologia è parte integrante della vita quotidiana di milioni di cittadini.
Studenti, lavoratori, professionisti e imprenditori si confrontano costantemente con i rischi e le opportunità determinate dall'innovazione tecnologica.

Siamo convinti che affrontare con incisività questo ritardo, eliminare i digital divide, sviluppare la cultura digitale con l'obiettivo di conquistare la leadership nell'applicazione delle potenzialità di Internet e delle tecnologie, costituisca la principale opportunità di sviluppo, con benefici economici e sociali per l'intero Paese.

Ci rivolgiamo a tutte le forze politiche, nessuna esclusa, sollecitando il loro impegno a porre concretamente questo tema al centro del dibattito politico nazionale.

Chiediamo la redazione, entro 100 giorni, di proposte organiche per un'Agenda Digitale per l'Italia coinvolgendo le rappresentanze economiche e sociali, i consumatori, le università e coloro che, in questo paese, operano in prima linea su questo tema.

Richiamiamo l'attenzione di tutte le forze politiche, gli imprenditori, i lavoratori, i ricercatori, i cittadini, perchè non vedano in queste parole la missione di una sola parte, ma di tutto il Paese.

www.agendadigitale.org

Commenti

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In queste "iniziative" si nota, come sempre, il nostro essere italiani.

Ciao Max, vuoi argomentare meglio? Sei un filo criptico... ;-)

Spero che in molti supportino questa fondamentale iniziativa. Infrastrutture tecnologiche all'avanguardia sono alla base dello sviluppo dei settori servizi e terziario, che assumeranno un ruole sempre più importante e strategico con la migrazione delle attività produttive verso i paesi Asiatici.

Dopo aver letto questo
http://www.e-minds.it/blog/142/cosa-e-agenda-digitale.aspx
mi è venuto il gran dubbio che sia solo fumo, e scusa per scontro politico e basta.

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