Successivo » « Precedente

Nicola D'Angelo (Agcom): "Copyright, ecco come mi hanno sostituito"

“Ero relatore del testo sul copyright e poi ho appreso di non esserlo più”. Senza spiegazioni o preavvisi, la firma del commissario Agcom, Nicola D'Angelo, non comparirà più sul documento finale licenziato lo scorso 17 dicembre dell'Autorità presieduta da Corrado Calabrò (che andrà alla stesura finale dopo la consultazione pubblica). La notizia, anticipata da Repubblica.it, ha fatto in questi giorni il giro della rete e lo stesso D'Angelo è intervenuto sul blog di Stefano Quintarelli spiegando di “essere stato sostituito”, dando conferma della notizia, anche se altre voci parlavano di una sua auto-sospensione. In discussione è il regolamento 668/2010, anticipato dal Sole 24 Ore del 14 dicembre, di “stretta” sul diritto d'autore. Tra i punti più contestati dal popolo della rete i poteri attribuiti all'Agcom, per esempio di richiedere direttamente la rimozione dei contenuti al gestore del sito che viola il copyright, ma anche la possibilità di emettere provvedimenti-lampo di tipo amministrativo che dovrebbero avere il compito di alleggerire la giustizia ordinaria.

Dottor D'Angelo, cosa è successo? 
Io so solo che ero relatore di questo provvedimento e che poi ho appreso di non esserlo più. A dire il vero credo però che non sia tanto importante chi sia o non sia il relatore, quanto che si abbia la saggezza di tutelare il diritto d'autore armonizzando questa necessità con i temi della libertà della rete.

Si è chiarito con il presidente Calabrò? Vi siete parlati? 
No, nessun chiarimento, come le ho già detto ho appreso la cosa da un ordine del giorno, ma mi interessa solo che su certe tematiche rimanga vivo il senso critico.

Quali erano i suoi dubbi sul testo del copyright? 
Sicuramente la chiusura per via amministrativa dei siti. A un'autorità come l'Agcom può sì spettare la vigilanza ma non la regolazione, che invece dovrebbe riferirsi sempre alla giustizia ordinaria. Altrimenti dove sono le garanzie delle parti, dov'è il contraddittorio?

Ma alla fine qual è la sua idea in tema di diritto d'autore? 
Rivedere l'assetto normativo primario e portare in parlamento la questione. Rendiamoci conto che il diritto d'autore va riformato perché è stato pensato in un'era in cui il digitale non esisteva. Poi bisogna pensare a forme di offerta per musica e video che favoriscano un uso legale dei contenuti perché sia chiara una cosa: che non passi il concetto che io sono a favore dell'illegalità su internet. Iniziamo però a parlare, per esempio, di forme di licenze condivise e aperte...

All'interno dell'Agcom lei è sempre stato uno dei commissari più battaglieri, forse il più battagliero, nel difendere i temi della libertà della rete. Ecco perché la sua “sollevazione” ha scatenato tante polemiche. 
Tolga pure il forse. Credo di essere sempre stato, all'interno dell'Autorità, il più preoccupato su tutti i temi che riguardano la libertà in rete, non solo in relazione al diritto d'autore ma anche sulla net neutrality, solo per fare un altro esempio. E sempre sul copyright, diciamo che per quanto riguarda questo regolamento credo di essermi fatto portatore del giusto equilibrio tra libertà di internet e rispetto della legge.

Articoli consigliati

Pagine

Album Fotografici

I nostri blog