Nella vecchia casa dei miei genitori c'è una stanza dei ricordi tecnologici. E' l'antro nel quale, da ragazzino, ho studiato e lavorato in co-abitazione con mio padre, che di mestiere faceva l'elettronico. Sembra il laboratorio di Doc in Ritorno al futuro, ma nessuno della famiglia ne va fiero. Tanto meno mia madre, che ha minacciato più volte l'utilizzo del napalm. Un vecchio ed enorme monitor con tubo catodico, montagne di libri e riviste, parti di computer che nessuno userà più, schede grafiche, hardisk usati, cavetteria d'ogni genere: insomma l'entropia allo stato puro. Tutto conservato in un armadio di legno scuro, che farebbe brillare gli occhi ai patiti dell'hi-tech vintage. Aprire quell'armadio, mi sono reso conto, significa spalancare una finestra sul mondo del computing degli anni 80-90. Nessuna nostalgia, solo il luogo di una memoria non troppo lontana dove riposano i “ferri vecchi” del mestiere. Ho scattato qualche foto con la mia fida Nikon e un obiettivo 60mm macro bello luminoso: spiccano un chip 386 Intel, un Pentium 90 Mhz, un K6 Amd una scheda audio AdLib, un hardisk da 42 mega (!), dischetti ormai estinti, una scheda Vga, una scheda Multi I/O (seriale e parallela), un joystick e qualche altra robaccia.
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M.P. 27/giu/2011 12:37:07
Daniele Vanoncini 27/giu/2011 13:50:57
Daniele Lepido 27/giu/2011 13:54:49
Gualtiero Seva 27/giu/2011 14:03:36
michele 27/giu/2011 14:08:11
Roberto 27/giu/2011 18:35:53
Daniele Lepido 27/giu/2011 18:37:18
Roberto 27/giu/2011 18:42:23
Daniele Lepido 27/giu/2011 18:47:00
alex70 27/giu/2011 22:01:49
alex70 27/giu/2011 22:03:52
mazinga 28/giu/2011 23:08:53
Edoardo 04/gen/2012 20:29:52
Daniele Lepido 04/gen/2012 20:53:19