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Jobs come Einstein e Chaplin? Il paradiso di Steve in una vignetta

Steve_jobs_is dead

Steve Jobs è morto e io mi sento terribilmente stupido. Guardo il mio fottutissimo iPhone, lo faccio girare tra le mani e non riesco a trattenere l'emozione. Qualche problema? Non mi è mai capitata una reazione del genere, la realtà va accettata così com'è, la vita va presa come viene perché saremo pure artefici della nostra fortuna ma ci sono cose che non possiamo controllare. E la morte è una di queste, ovviamente la peggiore. Steve Jobs non era una persona qualsiasi, tutta la sua storia lo dimostra. I suoi detrattori dicono che era anche un bastardone, passatemi il termine, uno che ti urlava dietro, che metteva in competizione le persone. Ma tutto questo non conta. Conta quello che ha lasciato, il ricordo sincero di chi ci ha lavorato insieme, conta tutto quello che ha creato, il modo in cui ha saputo interpretare e declinare il concetto di innovazione. Vorrei ricordarlo con una vignetta di Valeria Vitale, la brava fumettista che presta ogni tanto la sua matita ai Bastioni di Orione. Una vignetta secondo me bellissima, con Charlie Chaplin e Albert Einstein ad aspettare il vecchio Steve in paradiso, la poltrona a forma di Mela e la luce che la illumina. No, Steve Jobs non c'entra nulla con Einstein (ma con Thomas Edison secondo me sì, come avevo scritto qui) e forse neppure con Charlie Chaplin. Ma sono certo che ora i tre sono lì a cazzeggiare con un Mac.

Commenti

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Grande Steve,grande grande grande,ma bello anche il vostro ricordo,anch'io stasera ho accarezzato il mio mac usato ,impolverato ma icona di una genialità senza confini.ciao

uno di quei leader abituati a vincere ma anche in grado di assorbire il colpo di grosse delusioni, uno che urlava consapevole di avere 2 marce in piu, uno che tira su il bilancio di un' azienda di fama mondiale quasi sul lastrico, uno che credeva nel futuro, uno che dallo scantinato è arrivato al successo...un uomo con in mano un grosso potere e una grossa fortuna, ma in fondo un comune mortale che, in quanto tale, non sfugge al cancro...uno di quelli che apriva le porte..come direbbe jim morrison.

Ah, dimenticavo...uno che non ha sconfitto la morte, ma che ha affrontato la malattia con quel pizzico di ironia tipico della sua personalità.
Uno che fino a pochi giorni dal trapasso è rimasto nella sua azienda.
Arrivederci steve.

Wojtyla.

@Mogol. Beh... questo paragone mi sembra davvero esagerato

Ma davvero c'è chi pensa che Jobs sia paragonabile a Chaplin e Einstein? Ne vogliamo riparlare tra dieci anni? C'è gente che ha santificato Lady Diana, ma oggi chi se la ricorda più?
Più che "restiamo affamati, restiamo folli" direi "restiamo con i piedi per terra"!

Ciao Daniele, mi è capitato di leggere molto su Steve Jobs in quest'ultimo periodo, e setacciando nel fiume di parole dal tono agiografico versato per Steve Jobs, mi è rimasto un commento che vorrei condividere con te: è tratto dal sito "Giornalettismo.com" e l'autore è tale "Bimbominchia", l'ho riportato immutato, con qualche errore ortografico, ma secondo me è molto interessante

"Pensiamo anche a come è nato il fenomeno Apple, a tutto tondo. Prima evidenziamo l’agiografia di queste ore, il mito del self made man, dell’economia a mercato aperto, del fatto che uno come Jobs nell’Urss pre-muro, non avrebbe neanche iniziato l’avviamento della sua impresa, che in ‘You-Es-HAy’ esiste il prestito d’onore, va bene tutto. Va bene l’infante abbandonato, va bene l’appartenere alla minoranza meltin-pot ebraico siriana, va bene il divenire drop-out, va bene l’acido lisergico che in lui ha fatto da propulsore cognitivo e in altri homeless-mind ha segnato la fine della loro vita tragicamente e in modo molto poco beatnik. Vadano i miliardi di dollari di capitalizzazione in Borsa, va bene tutto in 56 anni. Ma diciamo anche che Jobs si è avvalso ‘della facoltà di non rispondere’ riguardo alla sua diabolica abilità a lavorare sull’obsolescenza programmata di ‘stinto schumpeterismo’, diciamo tutto, sennò non valgono neanche le lacrimucce, diciamo sulle leggi al Congresso che gli aprivano i mercati di concorrenza perfetta, sulla guerra dei brevetti tra lui e Gates a colpi di spionaggio industriale, di tradimenti di fiducia nella elaborazione delle idee, delle join venture con Hollywood e la lobby ebraica, dei servizi segreti che compravano da Microsoft e Appe il know-how per Cia e Pentagono, dei chip e dei microcircuiti fabbricati nel sud est asiatico a prezzi di manodopera da fame e ricomprati con margini altissimi nell’operativo lordo e con economie di scala da capogiro. Nell’abilità tutta levantina del boss di Cupertino e di quello di Seattle, nel realizzare scatole cinesi con le società down-holding e nel creare delle barriere all’entrata a aziende più competitive, ma più piccole all’avviamento, nello sfuttare posizioni dominanti e abusare di posizioni di mercato, creando dei trusties sui Trade Marks, ottenendo esclusive sull’intallazione dei sistemi operativi Mac e Windows e impedendo alle società di Pc minori di uscire dai circuiti Ibm-Blu. Fino ai cartelli di oggi di monopolio, che impediscono alle aziende produttrici di essere free-choice nell’istallazione di browser e componenti aggiuntivi. E vedere anche l’altro lato della Golden Medal. Borsistica, speculativa, finanziaria, fiscale di vantaggio. E vada bene per ‘fame e follia’. Ma molti risolvono il problema con un toast dallo psichiatra. Ma Steve e William ‘Bill’ sono ( e sono stati ) anche, dei magnifici figli di puttana e tipici robber barons del ”sogno” americano".

@Roberto. Per amore del Cielo! Servizi segreti, lobby ebraica... scusa ma mi sembra un post delirante, che di certo non "sposo". Non serve essere un superman del cinismo per ammettere quanto segue (e del resto l'ho scritto anch'io): Steve Jobs sapeva anche essere un "bastardone" e se insisto sulla sua somiglianza con Edison sto dicendo che era un imprenditore non solo geniale, ma anche scaltro. E allora? Lo si legge pure in un libro che negli ultimi anni ha avuto una certa risonanza: "Prudenti come serpenti e candidi come colombe" ( Mt 10,16).

Molto dispiaciuto per la morte dell'uomo, per il resto confesso che non mi stava simpatico e non condividevo gran parte delle idee e delle posizioni.

Ha inventato tanto ed ha avuto un successo strepitoso, ma grazie a lui oggi siamo tutti un po' meno liberi, progionieri dei wallen garden tecnologici, di cui _attenzione_ non avrebbe avuto alcun bisogno per avere il successo che ha avuto e ancora avrà.

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