Abbiamo un Governo che (forse) ha capito il ruolo trainante del digitale. Il web non è soltanto un videogame, come dicono certi signori attempati. E persino oggi che l'Italia segna il passo sulle nuove tecnologie, l'economia online del nostro Paese vale comunque 32 miliardi di euro, il 2% del Pil. Allinearsi agli obiettivi dell'Agenda digitale europea conviene: per creare nuovi posti di lavoro e per far ripartire le imprese in un'ottica “glocale” visto che – ed è solo un esempio – con l'ecommerce le aziende venderanno di più e meglio al vicino di casa come al cliente in Papuasia. Ma serve irrobustire le reti, lavorare sulla banda ultralarga, le cui regole sono state appena licenziate dall'Agcom dopo mesi di litigi tra gli operatori telefonici. E prima ancora non scordarsi che in Italia molte imprese sono “a secco” di internet, il famoso digital divide. Del resto senza infrastrutture i certificati digitali avvizziranno nell'inutilità come certi ex ministri e la pubblica amministrazione continuerà a essere un mostro di fine livello impossibile da sconfiggere.
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