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La musica digitale vale 5,2 miliardi: scarica il report Ifpi

Le note digitali a pagamento non sono più “noccioline”, anche se oltre un quarto degli utenti internet se le scaricano a sbafo e per ogni Megaupload che chiude altri mille ne verranno aperti (nonostante l'inasprirsi delle leggi). Intanto, però, il fatturato della musica digitale legale ha raggiunto l'anno scorso, in tutto il mondo, 5,2 miliardi di dollari, segnando una crescita dell'8% sul 2010. Sono i dati dell'Ifpi (International federation of the phonographic industry) contenuti nel poderoso report che potete scaricare qui. Musica “virtuale” che ormai pesa il 32% su tutti i ricavi delle case discografiche ma che negli Stati Uniti e in Corea del Sud ha superato il 50 per cento. Più che raddoppiati anche i Paesi nei quali sono stati resi disponibili i servizi di musica “legale”, dai ventitrè del gennaio 2011 ai cinquantotto di oggi. Ma il numero più significativo è forse quello degli utenti “paganti”, che ha toccato quota 13,4 milioni, segnando un +65% sull'anno precedente. Parlando di difesa del copyright e d'intorni, invece, i ragazzi dell'Ifpi sono giustamente sempre molto preoccupati per la pirateria e sostengono che rimane “un'enorme barriera per la crescita sostenibile” di questo business. E quindi plaudono a tutte le iniziative portate avanti nel modo per contrastarla. Quella che piace di più pare essere Hadopi (Haute Autorité pour la diffusion des oeuvres et la protection des droits sur l'internet), l'ente e la legge francese, per qualcuno in odore di incostituzionalià, che stacca l'abbonamento a internet a chi viene sgamato più di tre volte a scaricare illegalmente. E voi scaricate? In questo vecchio post  spiegavo perché ho smesso, anche se credo che molto possa essere ancora fatto per innovare il modello di business, mettendo insieme cloud computing e advertising, un po’ come fanno Spotify (che in Italia non c’è, purtroppo) e Deezer.

SCARICA DIGITAL MUSIC REPORT 2012 (in Pdf, 12 Mb)

Commenti

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Ho smesso di scaricare ma l'ho fatto. Era necessario e doveroso. Questo ha aperto le porte a napster prima, iTunes legalmente poi che ha portato all'abolizione del drm.
La pirateria è sempre esistita (ricordo i tempi in cui si duplicavano gli LP e 45 giri di vinile sulle cassette), esiste ed esisterà sempre. Ci sarà sempre qualcuno che non avrà risorse per pagare o non vorrà. Come ci sarà sempre tanta fuffa pompata per le vendite dalle major che non meritano un quarto di cents.
Combattere la pirateria con la repressione ha portato solo le major ad essere più antipatiche ed odiose e gli stati a spendere soldi. La pirateria rimane.
E guai se scomparisse. A volte mi vien voglia di rimettere tutti i miei 45 mila file in rete solo per il gusto di fare un dispetto.
Una postilla, senza pirateria e la necessità di comprimere non avremmo gli algoritmi tanto sofisticati che oggi usiamo come beviamo acqua. E forse nemmeno lo streaming audio e skype che di compressione vivono. Fosse per certa gente saremmo ancora al vinile.

Caro petrucci avrai anche 45 mila file ma neanche lontanamente vicino ai vinile (oltre duemila dischi)

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