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Sky vince la battaglia del telecomando: la sentenza del Tar

Rischio caos per i telecomandi delle tv italiane. Il Tar del Lazio ha annullato il Piano di numerazione automatica dei canali della tv digitale terrestre in chiaro e a pagamento, il così detto Lcn (Logistic channel number) stabilito dall'Autorità per le comunicazioni nel 2010. Lo ha deciso la Terza sezione ter del Tribunale amministrativo, presieduta da Giuseppe Daniele, accogliendo un ricorso proposto da Sky Italia, assistita dall'avvocato Ottavio Grandinetti (scarica la sentenza). Il Tar del Lazio, su richiesta delle emittenti Canale 34 e Più Blu Lombardia, si era già pronunciato sulla delibera in questione, annullando lo scorso 1° agosto la parte del provvedimento che assegnava i numeri dal 9 al 19 alle emittenti locali. La sentenza del Tar era stata poi sospesa dal Consiglio di Stato. La nuova sentenza del Tar del Lazio, a differenza della precedente, annulla l'intero provvedimento dell'Agcom che adesso dovrà emanare un nuovo regolamento sulla numerazione automatica dei canali della tv digitale terrestre in chiaro e a pagamento.

Ma che effetti avrà questa sentenza? Il primo è che Cielo, il canale sul digitale terrestre di Sky, potrebbe aggiudicarsi il pulsante 10 sul telecomando di casa, ora invece occupato dalle televisioni locali. Per I Bastioni di Orione, il blog del Sole24ore.com, ecco l'analisi dell'avvocato Ernesto Apa, esperto di media e partner dello studio Portolano Colella Cavallo: "In primo luogo il Tar ritiene che l'Agcom abbia concesso un termine troppo breve per partecipare alla consultazione pubblica, 15 giorni anziché i 30 giorni richiesti dalla legge. Inoltre sostiene che la consultazione fosse illegittima perché i soggetti interessati hanno potuto esprimere le loro osservazioni solo sullo schema di regolamento e non anche sul piano di numerazione. Il Tar, poi, entra nel merito delle singole disposizioni del regolamento Lcn, per indicare all'Autorità delle comunicazioni quali modifiche dovranno essere apportate in sede di approvazione del nuovo regolamento. In particolare il Tribunale regionale ritiene che non sia discriminatorio attribuire i canali dall'1 al 9 ai generalisti ex analogici (Rai 1, Rai 2, Rai 3, Rete 4, Canale 5, Italia 1, La7, Mtv e Deejay Television). Canali che avevano tradizionalmente occupato quei numeri sul telecomando. Le posizioni successive, dal 10 in poi, oggi attribuite alle televisioni locali, dovrebbero sempre secondo il Tar essere assegnate agli altri canali generalisti, senza distinguere tra ex analogici, come per esempio Rete Capri, e i nuovi generalisti nati in digitale, come per esempio Cielo (Sky)".

Considerazioni diverse sono invece quelle dell'avvocato Domenico Siciliano, dello studio legale Themis: "La sentenza del Tar Lazio sul caso Sky-Lcn è in perfetta continuità con i precedenti dello stesso tribunale (in uno dei quali chi scrive difendeva le emittenti ricorrenti). In parte sono state reiterate e rafforzate le precedenti bocciature, che avevano comportato l’annullamento totale della delibera dell’Agcom poi sospeso dal Consiglio di Stato, che deve ora decidere nel merito. In parte ne sono state effettuate di nuove che hanno impattato su specifiche disposizioni. Con questa sono non meno di cinque le volte che il Tar Lazio ha bocciato l’Lcn. Le procedure sono state censurate in tutte le salse: sbagliata la durata, incompleta la documentazione messa a disposizione, omessa la possibilità di difendersi in caso di esclusioni o assegnazioni non corrette. Stesso discorso nella sostanza: discriminate le emittenti nazionali nuove entranti rispetto a quelle ex-analogiche, discriminate le emittenti locali rispetto alle nazionali, discriminate alcune emittenti locali rispetto ad altre emittenti locali. Il Tar ha scovato persino provvedimenti firmati da chi non aveva il potere di farlo. A fronte di una situazione del genere non si comprende perché alcuni continuino a ritenere che il peggio (la regolamentazione esistente) sia meglio del nulla (il vuoto regolatorio che deriva dall’annullamento della delibera Agcom). L’unica spiegazione possibile è collegabile al comportamento delle amministrazioni, che hanno scelto la via della resistenza giudiziaria a oltranza e della resistenza passiva sul piano amministrativo. Tuttavia, basterebbe applicare le regole esistenti per evitare che un possibile vuoto regolatorio produca danni “di sistema”, ammesso e non concesso che questo vuoto sia veramente dannoso. Chi conosce l’Autorità sa che essa possiede mezzi e capacità per correggere le disfunzioni dell’Lcn in tempi brevi coerenti con i termini di legge. Nel paio di mesi che occorrerebbero per ripensare l’Lcn nulla vieterebbe di applicare in via d’urgenza una disciplina temporanea neutrale. Per restare al di sopra di ogni sospetto basterebbe riesumare la proposta di pianificazione delle associazioni dei consumatori, che certamente non fanno sconti a nessuno, proposta che per giunta oggi si scopre del tutto coerente con i criteri indicati dalle sentenze del Tar".

Molto rumore per nulla? Sky opera sul satellite e sembra avere perso interesse per il digitale terrestre, visto che è anche uscita dal beauty contest, ora trasformato in gara per portare un po' di risorse alle esangui casse dello Stato. Ma le domande allora sono: quanto è strategico Cielo per l'emittente di Murdoch e quanto invece questa mossa legale serve (anche legittimamente) a rimescolare le carte sul digitale terrestre? Intelligenti pauca

Commenti

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Ma in questo paese c'è qualcuno che pensa al cittadino consumatore?

Antonio, si spieghi meglio. Grazie

Ma perchè non lasciano liberi gli utenti di stabilire l'ordine dei canali come meglio credono? Quello che doveva essere un valore aggiunto del digitale sta diventando un tormento per i telespettatori.

Da "servizio pubblico" si apprende che il beautyy contest regala frequenze a "tu sai chi" non è cancellato ne trasformato in asta ma solo sospeso tre mesi.
Sempre da "servizio pubblico" si apprende che molti canali delle tv locali verranno espropriati per cederli alle compagnie telefoniche in cambio di quattro soldi distribuiti a pioggia, la vincita alla lotteria per le emittenti minori un colpo mortale per le tv serie di maggior dimensione come telelombardia che rischiano di scomparire dopo aver fatto ingenti investimenti.
Sempre da "servizio pubblico" si apprende che dato il mantenimento del beauty contest, fermo restando i diritti acquisiti da rai e mediaset, le frequenze regalate non verranno minimamente riassegnate alle emittenti "espropriate" dei loro diritti, pena il rischio per lo stato di risarcire i soliti noti, rai e mediaset.
Siamo a livelli da lumicino in quanto a libertà di informazione televisiva.
Postilla. Sembra a me o è in corso uno strano ma costante travaso di personaggi tv da mediaset a rai?

Perchè non una bella asta per aggiudicarsi il numero del canale?...
Poi tanto ognuno si riaccomoda i canali come meglio ritiene.
Se un canale mi piace lo sforzo lo faccio, e tante generaliste le lascio pure dove le ho trovate...
Oooops!, volete dre che mi sono dato la risposta da solo?

Tutto per complicare ulteriormente (e inutilmente) le cose. Tante persone (specialmente anziane), al momento del passaggio al digitale terrestre, hanno dovuto chiamare (e pagare) chi risintonizzasse i loro apparecchi TV. Alcuni Comuni avevano addirittura istituito un servizio gratuito per questo. Si ricomincia ?

Prima di comprare un TV digitale proverò i comandi sposta, salta e raggruppa in modo da fare zap in un massimo di 20 canali omogenei: nazionali, cartoni, shownight, musicali e spettacolo, oltre a quelli non classificati di sola vendita e tarocchi.

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