Tempo di bilanci per il consiglio dell’Agcom, l’Autorità delle comunicazioni presieduta da Corrado Calabrò, che a metà maggio concluderà il suo mandato settennale (2005-2012). L’ex magistrato con la passione per la poesia ha presentato la sua relazione conclusiva, rilanciando i grandi temi, soprattutto delle telecomunicazioni, un settore che pesa il 2,7% del Pil, con la telefonia mobile che vale oltre la metà del business (52%). Uno dei nodi centrali è stata però la pigrizia italiana nello sviluppo dell’internet veloce. "Il ritardo nello sviluppo della banda larga costa all'Italia tra l'1 e l'1,5% del Pil – ha detto Calabrò – e senza infrastrutture tecnologiche i sistemi economici avanzati finiscono su binari morti e se ne mostrano consapevoli i tre Ministri che costituiscono la Cabina di regia per l'Agenda digitale". Io credo in realtà che i ritardi italiani legati al mancato sviluppo alla banda larga valgano molto di più, almeno il doppio, fino al 3% del Prodotto interno lordo e sono certo che la stima di Calabrò sia orientata alla prudenza. L`Italia è infatti sotto la media europea per diffusione del broadband fisso, per numero di famiglie connesse all'internet veloce e ovviamente per l’ecommerce. Inoltre anche per le esportazioni via-web il nostro Paese è fanalino di coda nel vecchio continente visto che solo il 4% delle Pmi vendono online, mentre la media dell'Europa a ventisette è del 12 per cento. Sempre secodo Calabrò i provvedimenti dell'Autorità sulla terminazione mobile «hanno determinato un potenziale risparmio per i consumatori di circa 4,5 miliardi di euro» tra il 2005 e il 2011, mentre la diminuzione dei prezzi finali del settore è stata di oltre il 33% negli ultimi quindici anni a fronte di un aumento del 31% dell'indice generale dei prezzi». L'Italia è poi il Paese in Europa con maggior numero di telefoni cellulari e con la maggiore diffusione di smartphone: 48% contro una media Ue-27 del 39 per cento. Non mancano poi le polemiche sul provvedimento legato al diritto d’autore, che Calabrò si era impegnato a chiudere proprio entro la fine del suo mandato (“Il nostro provvedimento potrà venire solo dopo la norma interpretativa del Governo”, ha detto il presidente. “Questo è un giorno triste in Italia per il diritto d’autore perché a causa dell’inerzia dell’Agcom si è allargato lo spread tra legalità e pirateria su internet”, ha commentato il presidente di Confindustria Cultura Italia Marco Polillo. Assenti alla presentazione della relazione, proprio in polemica con l'Agcom, Fastweb, Vodafone e l'amminsitratore delegatod i Wind. Il motivo? "Questa è un'autorità che durante il suo mandato ha favorito moltissimo Telecom" è il commento neanche troppo tra le righe degli operatori alternativi. Assenti, a quanto apprendo, anche alcuni commissari come D'Angelo, Sciortino, Lauria e Mannoni.
CATEGORIE: News Tlc, Tlc/Regolatorio
©RIPRODUZIONE RISERVATA


Commenti
Your comment is awaiting moderation.