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La Srl a 1 euro? "Vi spiego perché non serve a niente"

"La Srl a 1 euro non porterà alcun beneficio significativo. Anzi: per molti aspetti potrebbe rivelarsi uno strumento inadatto". E' questo il parere dell'avvocato Francesco Portolano, esperto (tra le altre cose) di internet, media e startup, che ha scritto ai Bastioni di Orione. Su alcune cose sono d'accordo anche se ritengo che il tentativo del Governo sia comunque meritorio. Mi piacerebbe che l'intervento di Francesco aprisse il dibattito.

Scrive l'avvocato Portolano.

1) Oggi esistono due nuovi modelli di società: la “Srl semplificata”, per gli under 35, e la “Srl a capitale ridotto”, per gli over 35. Mi domando: è una semplificazione prevedere due nomi diversi, due articoli di legge diversi (uno non è neanche nel codice civile) e discipline molto simili solo perché in un caso i soci sono sotto i 35 anni e nell'altro sopra? Non si poteva prevedere un solo modello societario applicabile a giovani e meno giovani?

2) C'è un malinteso sul funzionamento del capitale nelle Srl. I famigerati 10mila euro di capitale richiesti per una Srl normale non rimangono in banca congelati ma possono essere utilizzati dai soci come vogliono. Infatti una volta completato il processo per la costituzione, la somma viene restituita sul conto della società. Quindi i soldi del capitale non sono a fondo perduto ma possono essere utilizzati per comprare macchinari e computer, pagare stipendi e fornitori, registrare marchi e così via. A dire il vero, non occorrono neanche 10mila euro uro, in quanto se ci sono almeno due soci è sufficiente versare 2.500 euro, che poi si possono “riprendere”. Se invece uso la “Srl a 1 euro”, non devo anticipare alcuna somma. Bello. Ma come comprerò i miei macchinari e computer? Come pago i fornitori? Ho comunque bisogno di denaro. Il problema, invece, è l’accesso al credito bancario e a finanziamenti di diversa natura. Cambiare le norme del codice civile sul capitale non farà avere neanche un euro in più a chi vuole avviare un impresa.

3) D’altronde la genesi della “Srl per over 35” sembra essere estemporanea. Dalla relazione alla legge che la introduce: “la proposta emendativa contribuisce a migliorare la posizione del nostro Paese nella classifica Doing Business. […] La sola rimozione del vincolo anagrafico consentirebbe di uniformarsi al benchmark dei nostri competitors Ue, garantendo un avanzamento di ben 6 posti nella classifica generale …” A me sembra che questo linguaggio tradisca un’eccessiva attenzione al problema estetico del “come siamo messi in classifica” rispetto al tema sostanziale “come aiutiamo concretamente a fare impresa”.

4) Sul fronte dei costi di costituzione la Srl semplificata è invece effettivamente vantaggiosa, perché sono eliminati circa 2mila euro di onorari notarili e spese. Ma perché allora non eliminare tutte le spese, visto che dovrebbero rimanere le somme dovute a vario titolo nell’ordine di qualche centinaio di euro? E soprattutto perché discriminare gli “over 35” che sono costretti a pagare il notaio e tutte le spese? Gli over 35 sono benestanti per definizione?

5) Lo statuto standard (che pare essere obbligatorio e non modificabile) nel testo pubblicato dal Ministero è a mio modesto avviso del tutto inadeguato perché omette di disciplinare numerosi temi relativi al funzionamento della società. Per farsi un’idea: uno statuto di una Srl normale è un documento di numerose pagine (dieci? venti? Certo non una come quello del ministero!). Non era meglio fare riferimento ai vari modelli esistenti o agli statuti adottati in concreto e analizzarli e redigere un documento standard sufficientemente articolato in modo da non lasciare così ampio spazio a dubbi e incertezze? Per esempio, secondo lo statuto standard non sembra possibile tenere Consigli di amministrazione e assemblee in teleconferenza. E' uno sfizio da nerd? Mica tanto.

6) Cosa succede quando il tempo passa e i soci superano la fatidica soglia dei 35 anni? Non si sa...

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