5 gennaio 2013 - 15:53
L'estinzione dei "palmasauri" e gli oggetti inutili del mio zoo
Dal mio solito armadio vintage è saltato fuori un oggetto che fa sbellicare dal ridere: un palmare targato Palm,
modello Tungsten T5, che nel 2004 pagai un occhio della testa, acquistato in
preda a uno dei peggiori raptus di nerdismo che abbia mai avuto. Tre anni fa sul Sole 24 Ore ci dedicai un pezzo (era il 14 febbraio 2010),
che vi ripropongo qui. Ogni vostra considerazione, anche la più feroce (ma
educata e pubblicabile), sarà gradita.
I cellulari sono come spugne: assorbono
le tendenze tecnologiche e solo in qualche caso le anticipano (vedi l'iPhone).
Se fossero filosofi sarebbero empiristi: come loro guardano dritti alla realtà
e ne fanno un riassunto rigorosamente ex post. Due esempi: la tv sposa l'alta
definizione? La fotocamera del nostro telefono diventerà hd. Sul computer uso
Photoshop? Non posso farne a meno anche quando sono in giro. La telefonia
mobile è l'acronimo dell'innovazione che siamo costretti a tenere in tasca
consci che tutto, prima o poi, migrerà da quelle parti. Nel cellulare abbiamo
messo televisione, musica, radio, internet, foto, video, Gps e chissà cos'altro
ancora metteremo. I telefonini hanno ucciso oggetti che ormai consideriamo
vintage. Vedi i palmari, le tavolette oggi estinte che contenevano i contatti,
superati nell'hardware da un qualsiasi smartphone e nelle abitudini d'uso dal
cloud computing, la tendenza a scaraventare online tutto quello che in passato
si "installava" sul disco rigido del computer.Anche i vecchi
navigatori da automobile, quelli impossibili da appiccicare al parabrezza,
potrebbero a breve fare la fine dei palmasauri. E poi c’è tutta la partita dei
servizi, forse quella fondamentale della telefonia mobile. Che fine farà l'iPad
senza applicazioni convincenti? Lo stesso vale per tutte le scatole magiche
della comunicazione e dell'intrattenimento digitale. La vecchia Amiga 500 della
Commodore senza Double Dragon e Ghost & Goblins sarebbe stata apprezzabile
solo per la tastiera e forse per la scheda audio, in tempi non sospetti capace
di riprodurre una decente sintesi vocale. E la Nintendo senza Mario Bros? La
Playstation senza Pes (Pro evolution soccer)? L'iPhone senza iTunes? Se è vero
che online il medium è spesso più convincente del messaggio, per la telefonia
le cose sono diverse: non c'è nessun oggetto da "adulare" ma un
terminale da utilizzare. E infine le reti. Senza quelle (a banda larga) non
andremo da nessuna parte e la comunicazione con il futuro continuerà a cadere
come una vecchia telefonata a gettoni.

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Categorie: elettronica, Opinioni

