12 ottobre 2012 - 14:44
La retorica delle startup e l'efficacia dell'olio di gomito
Il tam-tam mediatico che si è creato intorno alle startup è un successo straordinario. E c'è qualcosa di miracoloso nel fatto che un Governo (italiano, sì italiano!) abbia preso a cuore la questione delle aziende “giovani” traducendo nel decreto Sviluppo i consigli di una taskforce di esperti veri, mica di politicanti. Una norma su tutte: la detrazione Irpef del 19% per gli startupper che investiranno nel loro capitale sociale (che per le aziende diventa del 20% sul reddito imponibile). Ok, si poteva fare di più, ma intanto è un inizio. Eppure intorno alle startup aleggia un surplus di retorica, uno scintillare di lustrini che poco ha a che fare, secondo me, con il mondo dell'imprenditoria. Oggi infatti la parola startup fa figo, serve per attirare l'attenzione, per finire sui giornali, un po' come negli anni belli e sciagurati della new economy bastava un “.com” per generare poderosi attacchi di priapismo. Cose che passano, come sappiamo. Il ridicolo lo raggiungono poi alcuni uffici stampa: “Ascolta – mi sussurrano al telefono – ho da proporti una startup fantastica”. Che di solito è un'azienda di cui avevo scritto otto anni prima e che ora cerca visibilità dopo essersi data una spolveratina.
Nei giorni scorsi ho partecipato all'Ict Forum, un convegno sull'informatica organizzato da Agomir, la classica multinazionale tascabile italiana con oltre trent'anni di storia alle spalle. All'Ict Forum si è cercato di fare il punto proprio sull'hi-tech nostrano, a partire curiosamente da una nota critica sulle startup, che ho condiviso solo in parte, di Gianni Camisa, l'amministratore delegato di Dedagroup. “Il fatto che si parli di startup è positivo – ha sostenuto Camisa – ma non si può ignorare che moltissime aziende già affermate possono innovare con efficacia realizzando le loro idee di business”. Tradotto: non ci sono solo le startup, molte delle quali hanno ancora tutto da dimostrare, ma anche aziende che hanno generato posti di lavoro e profitti. Io credo che spingere sulle startup sia doveroso ma anche che troppo marketing, a questo punto della storia, non giovi a nessuno. Perché per andare a breakeven i lustrini servono meno dell'olio di gomito. E questo chi si mette in gioco per costruire una nuova azienda lo sa meglio di tutti.
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Categorie: Economia digitale, startup

