5 aprile 2012 - 17:42
Videogiochi troppo cari. Ci diamo un taglio?
Ho ceduto alla tentazione e ho comprato Uncharted per la PsVita della Sony. Mi piace la serie di Nate Drake, anche se la vorrei meno sparazzona e con più enigmi (lo so, sono vecchio). Costo della pregevole opera: 49,99 euro. Decisamente troppo. E’ vero che la PsVita, come console, è nuova di pacca, è vero che questi videogame hanno dei costi di sviluppo da kolossal cinematografico, è vero che le offerte più economiche si posizionano sotto i 30 euro. Ma se il Blu Ray di un titolo “nuovo” come Tintin costa 20 euro, perché devo pagare un videogioco il 150% in più? Mercati diversi? Appunto. Da anni si dice che l’industria dell’intrattenimento digitale ha superato il cinema. Nel 2011 gli incassi italiani del grande schermo si sono attestati a 661 milioni, contro i 993 milioni dei videogame (scarica il Rapporto Aesvi 2011). Il caro-videogiochi è una discussione vecchia come Zork e Zak McKracken, che qualcuno ha usato nel corso degli anni per fare l’apologia della pirateria. Non è il mio caso, perché sono convinto che i contenuti di valore – e Uncharted lo è – vadano remunerati per supportare la struttura di costi e gli investimenti che stanno dietro alla produzione. Ma se gli ultimi episodi di Assassin’s Creed e Infinity Blade sull’iPad me li scarico a 5,49 euro ha senso che Uncharted costi quasi dieci volte tanto (anche in download)?
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Categorie: Videogiochi

